Il 2026 potrebbe segnare una svolta decisiva per la previdenza complementare italiana, con nuove regole che sono in discussione e potrebbero cambiare il rapporto tra lavoratori, famiglie e i fondi pensione integrativi. Queste modifiche, se approvate, rappresenteranno un’opportunità e una “chiamata” per chi vuole costruire in modo intelligente la propria pensione.
Svolta sul TFR per i nuovi assunti e incentivi per le famiglie
Una delle novità di maggior rilievo proposte riguarda il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Secondo le bozze della riforma, per i lavoratori assunti dal 2026, il conferimento del TFR nei fondi pensione avverrebbe di default, salvo rinuncia formale durante i primi sei mesi di assunzione. Si tratta di una misura volta a:
- Favorire l’accumulo previdenziale fin dai primi anni di carriera
- Ridurre il rischio di inadeguatezza delle pensioni future
- Rafforzare il ruolo della previdenza complementare come seconda “gamba” del sistema pensionistico italiano;
Le aziende, in particolare le PMI, dovranno tenere conto di questa nuova regola non appena dovesse essere approvata, poiché incide anche sulla liquidità aziendale, ma offre maggiori garanzie ai lavoratori.
| Caratteristica | Fino al 2025 | Dal 2026 |
| TFR neoassunti | Scelta tra fondo pensione o permanenza in azienda | Conferimento automatico al fondo pensione salvo rinuncia entro 6 mesi |
| Sostegno pubblico ai minori | Non previsto | Fondo INPS con contributo statale e versamenti da famiglia |
| Deducibilità fiscale | Aliquote IRPEF standard e limiti tradizionali | Rivalutazione scaglioni IRPEF e maggior convenienza deduzione |
| Limiti agli investimenti | Maggiore flessibilità su strumenti illiquidi | Più vincoli su investimenti non quotati e rischiosi |
Nuovi strumenti e incentivi pubblici per le famiglie
Il legislatore punta ad allargare la platea dei risparmiatori: si propone che dal 2026 sia operativo il fondo di previdenza distribuito tramite INPS, con un contributo iniziale pubblico a favore dei minori e la possibilità per genitori e nonni di effettuare versamenti integrativi. Al momento di questa pubblicazione, si tratta di una ipotesi di riforma che, se attuata, offrirebbe:
- Contributo INPS
- Versamenti volontari delle famiglie
- Uso del capitale per progetti educativi e avvio al lavoro
La previdenza complementare si trasforma così in uno strumento “multifunzione”, utile non solo per la pensione ma anche per obiettivi intermedi della vita.
Fiscalità più attrattiva e limiti agli investimenti rischiosi
La Legge di Bilancio in discussione introduce una potenziale riduzione dell’aliquota IRPEF per taluni scaglioni di reddito e una revisione delle deduzioni sui versamenti ai fondi pensione, rendendo più conveniente la sottoscrizione. In parallelo, si prevedono regole più stringenti sugli investimenti dei fondi, con limiti alla quota destinata a strumenti illiquidi e non quotati, a tutela degli aderenti.
La chiamata alla sottoscrizione dei fondi pensione: perché agire ora
Questi cambiamenti in fase di proposta rappresentano una “chiamata alle sottoscrizioni” per i risparmiatori italiani: la previdenza complementare si profila come un passaggio sempre più centrale e obbligato per assicurare un futuro sereno. Investire oggi nella pensione complementare significa:
- Beneficiare delle nuove agevolazioni fiscali
- Accedere a strumenti innovativi e personalizzati
- Avere maggior controllo e prospettiva su pensione e progetti di vita
BIG Risparmio è a disposizione per approfondire tutte le opportunità attuali e guidare la scelta tra i fondi pensione integrativi per valutare quello più adatto a te!



