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La previdenza complementare torna al centro dell’attenzione con la Legge di Bilancio 2026. In un contesto in cui la pensione pubblica rischia sempre più spesso di non garantire un reddito adeguato, il legislatore interviene per rendere i fondi pensione più attrattivi, sia dal punto di vista fiscale sia nelle modalità di utilizzo del capitale accumulato.

L’obiettivo è chiaro: aumentare le adesioni e incentivare una pianificazione previdenziale più consapevole, soprattutto tra i lavoratori più giovani.

Più vantaggi fiscali per chi aderisce ai fondi pensione

Come spiega Il Sole 24Ore, il primo tassello riguarda la fiscalità, tradizionalmente uno dei principali punti di forza del sistema. Dal periodo d’imposta 2026, il tetto massimo dei contributi deducibili sale da 5.164,57 a 5.300 euro annui, includendo sia i versamenti del lavoratore sia quelli del datore di lavoro.

L’aumento è contenuto, ma rappresenta un segnale positivo. I contributi versati:

    • riducono il reddito imponibile
    • generano un risparmio immediato pari all’aliquota marginale
    • per i lavoratori dipendenti, hanno un effetto diretto sulla busta paga

Extra deducibilità e tassazione dei rendimenti

La Legge di Bilancio interviene anche sul meccanismo di extra deducibilità riservato a chi ha iniziato a lavorare dal 2007. Le quote di plafond non utilizzate nei primi cinque anni possono essere recuperate nei venti successivi, con un limite maggiorato del 50%.

Resta però aperta una questione interpretativa: per chi ha maturato il credito quando il tetto era pari a 5.164,57 euro, non è ancora chiaro se la maggiorazione debba applicarsi al vecchio limite o al nuovo tetto di 5.300 euro.

Oltre al tetto quantitativo, la deducibilità resta un elemento attraente in quanto i contributi riducono direttamente il reddito imponibile e producono un risparmio immediato pari all’aliquota marginale. Per i lavoratori dipendenti l’effetto è visibile in busta paga e può avere ricadute positive anche su altre prestazioni collegate al reddito, come l’assegno unico.

Durante la fase di accumulo, i rendimenti continuano a beneficiare di una tassazione agevolata: 20%, che scende al 12,5% per la quota investita in titoli di Stato, risultando più vantaggiosa rispetto a molte altre forme di investimento finanziario.

Fondi Pensioni Aperti – scopri i rendimenti e i rating dei fondi pensione aperti

Rendimenti e rating – fonte: Consultique

Più flessibilità al momento del pensionamento

Le novità più rilevanti riguardano la fase di erogazione delle prestazioni. Accanto alla tradizionale rendita vitalizia e alla possibilità di incassare in capitale fino al 60% del montante (in precedenza il limite era il 50%), dal 1° luglio 2026 saranno disponibili tre nuove opzioni:

  • rendita a durata definita, calcolata sulla base della vita attesa residua dell’iscritto;
  • possibilità di rinviare l’incasso di una o più rate e prelevarle successivamente;
  • erogazione del capitale in rate per un periodo minimo di cinque anni, secondo modalità che saranno definite dalla Covip.

Su queste prestazioni si applica una ritenuta del 20%, riducibile fino al 15% in funzione degli anni di partecipazione al fondo oltre il quindicesimo.

Silenzio-assenso: più iscritti, meno rinvii

Per superare l’inerzia che spesso frena le adesioni, viene introdotto il meccanismo del silenzio-assenso: il lavoratore viene automaticamente iscritto a una forma di previdenza complementare, salvo esplicito rifiuto.

Una scelta pensata soprattutto per i più giovani, che tendono a rimandare decisioni importanti legate al futuro pensionistico.

Una direzione chiara per il futuro previdenziale

Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 rende la previdenza complementare più flessibile e leggermente più conveniente, pur lasciando irrisolti alcuni limiti strutturali, come un tetto di deducibilità ancora contenuto.

La direzione, però, è chiara: rafforzare il secondo pilastro pensionistico e aiutare lavoratori e famiglie a costruire oggi una maggiore sicurezza economica per domani. Come agenti assicurativi, il nostro ruolo è affiancare le persone nelle scelte, trasformando queste opportunità normative in soluzioni concrete e su misura.

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